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Informazioni sulla canapa

Che cosa è la canapa

Ancora prima di iniziare a parlare di canapicoltura, conviene porre attenzione al soggetto di cui mi appresto a trattare: la canapa. Difatti, la problematicità dell'argomento sorge fin dall'esigenza di definirne i contorni a proposito dei qualiprende corpo una delle ipotesi di base di questa indagine. Secondo la tassonomia ufficiale,rintracciabile su un qualsiasi manuale di botanica o, ancora più facilmente, usando internet, la canapa è inclusa nella famiglia delleCannabacee o Cannabinacee, che a sua volta appartiene all’ordine delle Urticali. Le Urticali sono generalmente piante legnose o erbacee con fiori poco appariscenti, che possono essere riuniti in gruppi oppure isolati. Questi sono spesso unisessualiele piante possono essere sia monoiche (con fiori maschili e femminili sullo stesso individuo), sia dioiche. Varia è la morfologia del frutto, in alcune si hanno frutti secchi (canapa, ortica) mentre in altre si hanno infruttescenze (albero del pane, fico, gelso). La famiglia delle Cannabacee è poi suddivisa in due generi: la Cannabis, che è il nome latino della canapa e l’Humulus (ad es. il luppolo). Sono piante della flora spontanea dei paesi a clima temperato e, nel casodell’Humulus, anche a clima temperato freddo dell’emisfero boreale. Tutte le specie di Cannabacee, ed in misura maggiore la canapa, attraverso la formazione di particolari ghiandole, producono secrezioni contenenti un principio attivo il tetraidrocannabiniolo, meglio conosciuto con la sigla THC. Ed è per l'appunto su questo che conviene soffermarsi. Infatti il THC è anche presente in quella pianta che viene comunemente chiamata Marijuana ed è in base a ciòche questa vieneclassificata come droga. Qui sorge un importante problema: cosa hanno in comune queste due piante? Quando si parla di canapa e di marijuana si tratta della stessa cosa? Per rispondere a questa domanda faremo riferimento a due diverse classificazioni. Laprima, seguita dalla maggiore parte dei botanici, è quella di D.E. Janichewsky (1924), un botanico russo che studiò vari esemplari di piante selvatiche e classificò la canapa in tre diverse specie:
• Cannabis sativa , alta fino a tre metri edalla forma piramidale.
• Cannabis indica, più bassa e con un numero maggiore di rami e di foglie.
• Cannabis ruderalis, alta al massimo mezzo metro e priva di rami.
Alternativamente a questa e confermando la tesi dello svedese Carlo Linnèo del 1753, i canadesi Small e Cronquist nel 1976 propongono una nuova classificazione affermando che esiste una sola specie molto variabile, la Cannabis sativa, che è poi composta da due sottospecie:
• Sativa, tipica deipaesi settentrionali e usata per la fibra e l’olio.
• Indica, tipica dei paesi caldi e ricca di resina e THC.
Partendo dalla considerazione che la canapa sativa, quella, per capirci, usata incampo tessile e lacanapa indiana (marijuana) siano piante tra loro molto simili, le classificazioni sopra menzionate mettono bene in evidenza quale è il nocciolo della disputa in campo accademico. Mentre una parte di studiosi considera la canapa indiana come unaspecie a sé, altri la considerano come una vera e propria varietà colturale della canapa sativa. A prescindere da questo, è stato comunque bene evidenziato da molte parti come la canapa sativa si mostri ricca di razze, con differenzeriguardo la statura, il colore, la forma delle foglie, l’epoca della fioritura, la struttura e il colore del seme. Quello che ne scaturisce è una grande variabilità morfologicae fisiologica; una differenziazione di varietà dovutaa fattori genetici, a fattori ambientali ed a fattori attinenti alle condizioni di coltivazione. Nonostante rimanga vivo il dibattito accademico, la storia di questa coltura ha dimostrato come spesso le due differenti qualità dicanapa siano state considerate come la stessa e come la legislazione della canapa indiana abbia poi influito sulle vicende di quella sativa. E’ quindi a mio parere giusto sottolineare fin dal principio come questa comunanza, giusta o sbagliata che sia abbia influenzato questa coltura nel passato e ancora oggi non lo smetta di farlo. Con il supporto delle varie letture fatte sull’argomento e con i preziosi consigli del professore Tommaso Maggiore, direttore del DIPROVE (Dipartimeto di Produzione Vegetale) all’Università Statale di Milano, l’ipotesi base di questa tesi (che comunque si interessa alla storia della canapa usata in ambito tessile) è considerare la canapa fondamentalmente come una unica specie, caratterizzata da una molteplicità di varietà, tra cui alcune checontengono il principio attivo chiamato THC. Torniamo ora allecaratteristiche botaniche della pianta. La canapa è una pianta annuale e dioica, ovvero esistono esemplari con fiori maschili ed esemplari con fiori femminili; è comunque possibile che si verifichino casi di ermafroditismo (monoica). E’ ha fusto eretto, più o meno ramificato, vigoroso, dapprima pieno e poi cavo, alto da 1 a 4-5 metri, con struttura esagonale e ricopertodi peli. La radice è un robusto fittonecon esili ramificazioni laterali che si allungano considerevolmente fino al primo mese di crescita, quando prevale molto sul fusto; in seguito, quest’ultimo crescemolto rapidamente fino alla fioritura.Le foglie, dalla tipica forma, sono spicciolate, palmate e composte da foglioline lanceolate e seghettate, opposte o alternate a seconda dell’età della pianta e dalla varietà. Sono composte dapprima da una fogliolina, poi da 3, 5, 7, fino ad un massimo di 13, secondo la quantità di luce quotidiana. I fiori sono raggruppati in infiorescenze; quelli maschili sono composti da un calice con cinque petali giallo-verdi, mentre quelli femminili sono formati da un calice contenente un ovulo pendulo da cui escono due pistilli che possono raggiungere la lunghezza di 20 millimetri. E’ nel calice che, in caso di fertilizzazione, inizia a formarsi il seme. La canapa è unadelle piante che produce più polline (fino a 30-40grammi per pianta), formando così delle nubi che si alzano fino a 30 metri e arrivano 10 kilometri di distanza. Il frutto viene chiamato comunemente seme, essendo questa una consuetudine benaffermata, è di forma sferico-ovoidale, misura 2,5-4 millimetri di lunghezza, con il colore chevaria dal grigio al marrone con un effetto “ marmorizzato” lucido. Questa pianta, come già detto, risulta avere una notevole variabilità morfologica e fisiologica, con forme precoci ealtre tardive, con diverso aspetto delle foglie e dei semi. Predilige i climi temperati e l’assenza di vento,temperature di poco superiori alla zero per la germinazione, di 20° per la fioritura e di 13° per la maturazione.

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